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Alberto Scaramuccia, La Spezia nel suo primo quotidiano

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Alberto Scaramuccia, La Spezia nel suo primo quotidiano

1 ottobre 2012 @ 21:00 - 23:00

Presentazione dell’ultimo libro di Alberto Scaramuccia, La Spezia nel suo primo quotidiano (Edizioni Cinque Terre, 2012). Introduce il giornalista e scrittore Gino Ragnetti.

Il primo quotidiano della Spezia è “La Difesa” che esce dal 24 dicembre 1887 al 15 luglio dell’anno successivo. La testata è fondata dal marchese Prospero De Nobili che all’epoca milita fra i radicali spezzini di cui è leader, agitando parole d’ordine in cui si mescolano, anche in maniera confusa, dottrina mazziniana ed istanze collettiviste, idee del primo socialismo e adesione alla Massoneria di cui presto diventerà alla Spezia il capo riconosciuto.
Il giornale è uno degli strumenti che idea per acquisire popolarità specie fra i lavoratori che una diecina d’anni dopo lo porteranno alla Camera con quella parte della borghesia locale che vuole emanciparsi dall’egemonia che allora la Marina vantava sul territorio.
Dalle lettura dei duecento e passa numeri del giornale esce fuori con vivacità l’immagine della Spezia che cerca di rialzare il capo dopo le tre consecutive, tremende epidemie di colera che hanno inferto colpi durissimi alla Città che è per di più ancora afflitta da mali antichi (dall’igiene alla ristrutturazione economica, dalla sanità al consolidamenti civile) mentre vive la difficile transizione dal mondo preindustriale ai tempi moderni in cui si assiste alla problematica evoluzione delle relazioni sociali per secoli rimaste statiche ed immutate.
Il quotidiano rispecchia la volontà di una parte cittadina che prova, nonostante continui a mantenere atteggiamenti altezzosi nei confronti di altre componenti sociali, a costruire un sistema di rapporti capace di superare l’immobilismo della vecchia classe dirigente sperimentando nuove forme di conduzione della cosa pubblica capace di aprirsi alle nuove realtà che vanno emergendo. Il respiro internazionale che si percepisce distintamente nelle colonne del quotidiano, è una delle conferme sia di questa volontà di aggregazione, che dei tempi nuovi che bussano prepotenti alle porte.
Al giornale collaborò un giovane Ubaldo Mazzini che nel 1920 racconta la sua esperienza in una versione abbastanza “romanzata” già utilizzata senza le opportune verifiche. Il libro fa chiarezza finalmente anche sotto quest’aspetto.

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Data:
1 ottobre 2012
Ora:
21:00 - 23:00
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